Codici destinatario fattura elettronica: da 100 a 300 per aziende multi-sede dal 15 maggio 2026
La specifica tecnica 1.9.1 alza il tetto massimo dei codici destinatario attivabili presso il Sistema di Interscambio da 100 a 300 per singolo soggetto. È una novità pensata per aziende strutturate su più sedi — catene retail, GDO, gruppi industriali e holding — che devono ricevere fatture passive smistate in modo distinto per filiale o unità di business. Cambia il limite, non la procedura.
Cutover operativo: 15 maggio 2026
Dal 15 maggio 2026 sul portale Fatture e Corrispettivi è possibile richiedere e gestire fino a 300 codici destinatario per soggetto. I codici già attivi restano validi, non serve riassegnarli.
Cosa cambia in concreto
Il limite tecnico passa da 100 codici per cessionario-committente a 300. La novità è solo quantitativa, non qualitativa: non cambiano regole, formati o modalità d'uso. Restano invariati:
- la procedura di accreditamento sul portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate;
- la modalità di ricezione (codice destinatario di 7 caratteri oppure indirizzo PEC fiscale);
- la struttura del codice (7 caratteri alfanumerici), generato e assegnato dallo SDI;
- la possibilità di mantenere un codice principale "di fallback" per le fatture che non riportano codice specifico.
Perché ti serve: 4 casi d'uso reali
- Catena retail multi-punto vendita: 1 codice destinatario per ciascun negozio per ricevere fatture utility, locazione e manutenzione separate per punto, senza ribaltamenti manuali a fine mese.
- GDO con sedi logistiche: codice dedicato per ogni piattaforma logistica così le fatture di trasporto e magazzino arrivano direttamente al responsabile della sede.
- Holding/gruppo industriale: codice per ciascuna società controllata, restando unica l'anagrafica fiscale principale del gruppo a livello di tesoreria.
- Multi-business unit: codice per linea di business (es. consulenza vs formazione vs licensing) per facilitare il controllo di gestione interno e l'allocazione dei costi.
Come si richiedono codici destinatario aggiuntivi
- Accedi a Fatture e Corrispettivi con SPID, CIE o CNS (oppure tramite intermediario delegato).
- Vai in Fatturazione elettronica → Comunica i tuoi codici di iscrizione e indirizzi.
- Aggiungi un nuovo codice destinatario: il sistema lo genera automaticamente (7 caratteri alfanumerici). Non puoi sceglierlo liberamente, è assegnato dall'AdE.
- Etichetta il codice internamente (es. "Filiale Milano-Linate") nel tuo gestionale per mantenere la mappatura sede ↔ codice.
- Ripeti la procedura fino a un massimo di 300 codici per soggetto.
Architettura consigliata: codice per filiale vs codice per unità di business
Modello geografico
1 codice per sede fisica. Semplice, intuitivo, ideale per retail e logistica.
Vantaggio: reportistica per sede immediata.
Modello business
1 codice per linea di prodotto o servizio. Utile per gruppi multi-attività.
Vantaggio: separa la contabilità di gestione.
Modello ibrido
Combinazione dei due (es. retail × area geografica). Sconsigliato sopra le 100 combinazioni: complica l'anagrafica fornitori.
La scelta dipende dal piano dei conti e dall'ERP in uso: se il gestionale gestisce nativamente centri di costo per sede, conviene il modello geografico; se è strutturato per divisioni, conviene il modello business.
Comunicare i codici ai fornitori
Il fornitore deve inserire il codice corretto nel campo XML <FatturaElettronicaHeader><DatiTrasmissione><CodiceDestinatario> (il riferimento operativo della sede compare in <CessionarioCommittente><Sede>). Tre canali consigliati per la comunicazione:
- Lettera o email formale al fornitore con tabella codici per ordine o per sede di consegna.
- Aggiornamento del contratto-quadro per i fornitori ricorrenti, con allegato la mappatura sede ↔ codice.
- Riferimento in ogni ordine d'acquisto (campo "codice destinatario richiesto") per evitare errori sulle forniture spot.
Template testo da copiare
"Per le fatture relative all'ordine n. [X], si prega di indicare nel tracciato XML il codice destinatario [ABC1234] (sede di [nome filiale])."
Errori da evitare
- Codice destinatario errato: la fattura viene comunque trasmessa allo SDI ma finisce nel cassetto fiscale "cieca", senza notifica al destinatario corretto. Recupero tramite portale F&C → "Consultazione fatture passive".
- Mancata mappatura interna: senza una tabella sede ↔ codice manutenuta, dopo 6 mesi è impossibile sapere quale codice corrisponde a quale filiale.
- Codici diversi per la stessa filiale comunicati a fornitori diversi: genera caos di riconciliazione AP e doppi registri.
- Disattivare un codice con fatture in arrivo: il re-routing diventa manuale e richiede la collaborazione di ogni singolo fornitore.
Domande frequenti
Devo riassegnare i 100 codici già attivi?
Posso scegliere il valore del codice destinatario?
Un codice destinatario è univoco a livello nazionale?
Posso usare PEC al posto del codice destinatario?
I codici destinatario di test SDI rientrano nel limite di 300?
Fonti consultate
Verificate a aprile 2026. Le normative possono cambiare: consulta sempre la fonte ufficiale prima di agire.