Conservazione Digitale

Chi emette fatture elettroniche deve anche garantirne la conservazione nel tempo secondo regole precise: integrità, leggibilità e tracciabilità per gli accertamenti fiscali. La conservazione digitale non è la stessa cosa dell'invio allo SDI: spesso si affida a un conservatore accreditato o a moduli integrati nel software di fatturazione. Qui trovi panoramiche su fornitori, costi indicativi (da 25 €/anno) e guide per restare conformi.

Guide e confronti sulla conservazione a norma

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Obbligo di conservazione

Le fatture elettroniche e i documenti rilevanti ai fini fiscali devono essere conservati per periodi lunghi (in genere almeno dieci anni salvo diverse disposizioni). La conservazione deve rispettare i requisiti del digitale sostitutivo: mancanza o irregolarità possono comportare contestazioni in caso di verifica. Verifica sempre aggiornamenti normativi e il parere del tuo commercialista.

Chi deve conservare documenti e fatture

Riguarda chi emette e riceve fatture elettroniche e deve garantire integrità e consultabilità nel lungo periodo, spesso tramite conservatore accreditato o modulo del gestionale.

È strettamente collegata a fatturazione elettronica ma non è sostituibile con il solo invio allo SDI.

Quando la conservazione non coincide con lo SDI

Se il tuo commercialista gestisce end-to-end con proprie piattaforme certificate, potresti toccare poco il conservatore; resta comunque tua la responsabilità di capire dove stanno i file e come recuperarli in verifica.

Errori comuni su conservatore e tempi

  • Pensare che "PDF salvato sul PC" basti senza processo a norma.
  • Non allineare conservazione e software di fatturazione: duplicazioni o lacune.
  • Sottovalutare costi di lungo periodo nel preventivo del gestionale.

Percorsi su fatture e conformità