Aggiornato: Aprile 2026

ViDA e DRR: cosa cambia per le fatture B2B intra-UE

Il pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age) e i Digital Reporting Requirements segnano la più grande riforma IVA europea dagli anni '90. Obiettivi: contrastare la frode IVA, armonizzare l'e-invoicing in UE e aggiornare le regole per piattaforme digitali. Per l'Italia, già avanzata grazie allo SDI, il 2026 è l'anno dell'allineamento.

ℹ️

Entrata in vigore scaglionata

ViDA è stata approvata nel 2025 dal Consiglio UE. Le misure su e-invoicing B2B intra-UE e DRR entrano progressivamente dal 2026. La piena armonizzazione è attesa entro il 2030.

I tre pilastri di ViDA

1. E-invoicing B2B intra-UE

Obbligo di fatturazione elettronica strutturata (standard EN-16931) per operazioni B2B tra Stati membri, con tempi di emissione ridotti e trasmissione dei dati alle autorità.

2. Platform economy

Nuove regole IVA per piattaforme di affitti brevi e trasporto passeggeri: le piattaforme diventano "soggetti IVA presunti" quando il fornitore non è identificato.

3. Single VAT Registration

Estensione dello sportello unico (OSS/IOSS) per semplificare la registrazione IVA nei diversi Stati membri per operazioni B2C ed e-commerce.

Italia: il vantaggio competitivo dello SDI

L'Italia ha introdotto l'obbligo generalizzato di fatturazione elettronica B2B già dal 2019 (forfettari dal 2024). Lo SDI è tecnicamente pronto per la convergenza con gli standard UE, ma deve evolvere per gestire:

  • Tracciato XML conforme a EN-16931 (europeo) oltre che nazionale
  • Interoperabilità con i sistemi di e-invoicing degli altri Stati membri
  • Trasmissione dei dati in quasi-real-time per le operazioni B2B intra-UE

Cosa fare nel 2026 se fatturi intra-UE

  1. Mappatura flussi: identifica le operazioni intra-UE (attive e passive) tra le tue vendite/acquisti.
  2. Valutazione gestionale: chiedi al fornitore se la piattaforma evolverà verso lo standard EN-16931 nei prossimi 12-18 mesi.
  3. Consulenza fiscale: verifica con il commercialista eventuali cambi di registrazione IVA UE e impatto operativo.
  4. Monitoraggio: segui gli aggiornamenti AdE e DG TAXUD sulle implementazioni nazionali.

Domande frequenti

ViDA è già obbligatorio?
No. Il pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age) è stato approvato dal Consiglio UE nel 2025 con entrata in vigore scaglionata: le misure più rilevanti per e-invoicing B2B intra-UE entrano in vigore tra il 2026 e il 2030. Il 2026 è l'anno di allineamento dei sistemi nazionali.
Riguarda tutte le aziende italiane?
Principalmente chi ha scambi B2B con altri Stati membri UE (operazioni intracomunitarie). Le imprese che fatturano solo in Italia non sono immediatamente interessate, ma i tracciati XML nazionali stanno evolvendo per preparare la convergenza (vedi specifica 1.9.1 dal 15/05/2026).
Cos'è il Digital Reporting Requirement (DRR)?
È l'obbligo di trasmissione in tempo quasi-reale dei dati fattura alle autorità fiscali degli Stati membri. Sostituisce progressivamente il sistema VIES/listing. L'Italia è avvantaggiata perché lo SDI già svolge una funzione simile; la sfida è l'interoperabilità con gli altri Paesi UE.
Cosa fare adesso se ho scambi intra-UE?
Chiedi al commercialista una valutazione sui flussi intracomunitari, verifica che il gestionale supporti il nuovo tracciato 1.9.1 e predisponga campi per operazioni UE. Monitora gli aggiornamenti dell'Agenzia Entrate e della Commissione UE (DG TAXUD) nei prossimi trimestri.

Fonti consultate

Verificate a aprile 2026. Le normative possono cambiare: consulta sempre la fonte ufficiale prima di agire.

Approfondimenti correlati