Aggiornato: Aprile 2026

Ritenuta 8% sui bonifici parlanti: regole e scomputo

Quando un cliente paga lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico con bonifico parlante, la banca trattiene l'8% dell'importo a titolo di acconto sulle imposte sui redditi dell'impresa beneficiaria (art. 25 DPR 600/73, come modificato dalla L. 217/2022). È un meccanismo anti-evasione: la banca certifica la trattenuta e l'impresa la scomputa in dichiarazione.

⚠️

Bonifico non parlante = bonus a rischio

Se il committente esegue bonifico ordinario invece di bonifico parlante, perde il diritto alla detrazione edilizia. Concorda sempre la causale con il cliente e verifica la disposizione prima di consegnare la fattura.

Cos'è il "bonifico parlante"

È un bonifico bancario o postale con causale precompilata che indica:

  • Riferimento normativo del bonus (es. art. 16-bis TUIR per ristrutturazione, L. 296/2006 per ecobonus)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (il committente)
  • P.IVA o codice fiscale dell'impresa che ha eseguito i lavori
  • Numero fattura e data (alcune banche)

Le banche e Poste Italiane offrono moduli precompilati "bonifico ristrutturazione/ecobonus" che impostano automaticamente la causale e attivano la ritenuta 8%.

Certificazione e scomputo

Entro il 28/29 febbraio dell'anno successivo, la banca rilascia all'impresa una Certificazione Unica (o equivalente) con totale delle ritenute operate. L'impresa la allega alla dichiarazione dei redditi e scomputa l'importo:

  • Regime ordinario: scomputo da IRPEF/IRES dovuta.
  • Regime forfettario: scomputo dall'imposta sostitutiva 5%/15%. Eventuale eccedenza è credito.
  • Società di capitali: scomputo da IRES; le ritenute possono essere utilizzate anche in compensazione F24.

Effetto cash flow per l'impresa

L'8% trattenuto comporta un'uscita di cassa anticipata rispetto al saldo imposte: con margini ridotti, pianifica il fabbisogno di liquidità. Su lavori da 100.000 € la ritenuta vale 8.000 € che recupererai solo in dichiarazione. Molte imprese richiedono al committente acconti pre-bonifico (a fronte di SAL e fatture intermedie) per ridurre l'impatto.

Domande frequenti

Su quali bonifici si applica la ritenuta 8%?
Sui bonifici 'parlanti' utilizzati dal committente per pagare lavori che danno diritto a detrazioni edilizie (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus, bonus facciate, superbonus). La banca riconosce automaticamente la causale di bonifico parlante e trattiene l'8% sull'importo netto da accreditare all'impresa.
Quanto netto ricevo se la fattura è 10.000 € + IVA 10%?
Importo lordo bonifico parlante: 11.000 € (fattura 10.000 + IVA 10%). La ritenuta 8% si applica sull'imponibile (10.000 €) o sull'importo soggetto a ritenuta indicato dalla banca, secondo la sua procedura. Indicativamente 800 € di ritenuta; ricevi quindi circa 10.200 €. La banca emette una certificazione che useremo in dichiarazione per scomputare la ritenuta dalle imposte.
Come scomputo la ritenuta dalle tasse?
La ritenuta è un acconto su IRPEF/IRES che hai già 'pagato'. In dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o SC) la indichi nel quadro RS o RU per scomputarla dall'imposta dovuta. Se hai ritenute superiori all'imposta dovuta, ottieni credito da utilizzare in compensazione F24 o rimborso. La banca rilascia certificazione annuale con CF impresa e importo trattenuto.
Sono in regime forfettario: si applica?
Sì, anche in forfettario la banca trattiene l'8% sul bonifico parlante. Diventa un credito d'imposta scomputabile dall'imposta sostitutiva o richiesto a rimborso. È utile indicare in fattura 'soggetto forfettario - non si applicano ritenute' per le altre causali, ma sui bonifici per bonus edilizi la trattenuta dell'8% resta perché normata specificamente da art. 25 DPR 600/73 (come modificato).

Fonti consultate

Verificate a aprile 2026. Le normative possono cambiare: consulta sempre la fonte ufficiale prima di agire.

Approfondimenti correlati